esportare all'estero con il progetto il ponte

Dicono di noi – Africa chiama Italia. E il made in Italy risponde.

Africa chiama Italia. E il made in Italy risponde. Con una nuova fiera espositiva dei prodotti Made in Italy

dl Augusto Grandi da Il Sole 24

 

Africa cerca Italia. Non per ottenere aiuti. in questo caso. ma per acquistare prodotti del made in Italy. Mariam Cristine Scandroglio. ivoriana che a 3 anni è stata adottata da una famiglia milanese non ha dubbi: ”L’Africa sub-sahanana rappresenta la nuova frontiera per l’internazionalizzazione delle imprese italiane: Paesi che ancora recentemente figuravano agli ultimi posti delle classifiche internazionali per il potenziale di attrazione dei loro mercati. sono ora considerati tra i più promettenti a livello mondiale”.

Per questo Scandroglio ha creato a Trezzano sul Naviglio la società Progetto Il Ponte che organizzerà. nei prossimi anni. Fieritaly: una vetrina espositiva di prodotti italiani. Le edizioni di Fieritaly saranno replicate dalla Costa d’Avorio al Burkina Faso per trasferirsi poi in Togo, Ghana e Cameroun. « l settori coinvolti – prosegue Scandroglio – spaziano dal turismo alla cosmesi. dall’agroalimentare alla salute. dalla moda all’artigianato. dall’arredamento alle tecnologie ed alle costruzioni».

D’altronde il tasso medio annuo di crescita del Pii è passato dal 2,6% del 2000 al 4,9% del 201O con prospettive di salire al 6% nel 2020. E le famiglie della classe media. 18 milioni nel 2000. diventeranno 45 milioni nel 2020. Ancor più rilevante la crescita degli investimenti diretti esteri.dai16 miliardi di euro del2000 ai 400 miliardi previsti per il2020.

Dunque non mancano gli spazi e le opportunità perle az1ende del made in Italy. Non per quelle che delocalizzano, precisa Scandroglio, ma per quelle che producono realmente in Italia.

Ed è evidente che chi riuscirà a conquistare per primo i mercati africani sub sahariani ed a fidelizzarli. potrà successivamente beneficiare di rendite di posizioni non secondarie. Anche per una eventuale espansione in Paesi vicini. D’altronde la Cina è già arrivata e ha cominciato a sviluppare una forte rete commerciale. Ma il made in ltaly può contare, secondo Progetto il Ponte, su un vantaggio rappresentato dal rientro in patria di una parte della diaspora africana. Giovani che hanno studiato in Europa, soprattutto in Francia, e che hanno conosciuto ed apprezzato i prodotti europei ed italiani,non quelli cinesi. E che. tornando in Africa. vorrebbero continuare ad acquistare la qualità e lo stile del made in ltaly.

 

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